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Multitech Microprofessor MPF-1
Un bellissimo computer didattico costruito dalla Multitech, l'azienda che poi diventerà la Acer. Si
presenta nella semplice forma di una singola scheda sulla quale sono
montati tutti i componenti, compresa la semplice interfaccia utente.
Il computer era "inscatolato" in una
custodia plastica, simile a quello delle videocassette. Una volta
chiuso ha l'aspetto di un grosso libro.
Sulla data di presentazione le informazioni in
rete sono discordanti, dal 1978 al 1982, il sito del costruttore
taiwanese, nel suo "milestone",
riporta la data del 1981. La documentazione che accompagna il mio
MPF-1 porta quella data. Il Microprofessor-1 è stato il primo
prodotto della ditta commercializzato con il proprio nome, quindi si
può considerare come il primo computer della Acer.
Caratteristiche principali:
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CPU
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Zilog Z80 CPU @ 1.79MHz (quarzo da 3.579 MHz)
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RAM
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2Kbyte RAM statica (6116)
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ROM
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8Kbytes EPROM (2764), contiene il programma di monitor
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Storage
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Interfaccia per registratore a cassette
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Tastiera
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esadecimale a 36 tasti
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Display
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6 digit a LED a 7 segmenti
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Suono
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apltoparlante a 1 bit
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Alimentazione
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tramite alimentatore esterno 9Vdc 0.5A (positivo centrale)
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Alcuni zoccoli vuoti sulla scheda consentono di
aggiungere vari integrati: un CTC (timer/counter), un PIO
(input/output), RAM o EPROM (dove l'utente può inserire i suoi
programmi).
Due connettori posti a lato della scheda consentono di collegare con
flat cable dispositivi esterni. Il primo connettore presenta tutti i
segnali del bus dello Z80, simile al bus dello ZX80. Il secondo
connettore fa capo al PIO e al CTC opzionali, è
quindi molto facile interfacciarsi con dispositivi esterni come
relè, led o interuttori.
Una piccola area della scheda è dedicata alle personalizzazioni dell'utente che può montare qualche componente hw per realizzare
piccole espansioni.
Scrivere programmi su questa macchina oggi può
sembrare pazzesco, ma vi assicuro che ne vale la pena, si riscopre
il senso originario di quell'era pioneristica.
Certo non si può improvvisare, bisogna prima scrivere il programma
su carta ed "assemblarlo", ovvero tradurlo nel suo codice
esadecimale. Questo compito viene oggi eseguito su computer tramite
gli "assemblatori", ma a quei tempi l'utente faceva tutto
a mano, tenendo sott'occhio la tabella dei codici delle istruzioni.
Avendolo fatto vi assicuro che è un vero lavoraccio, però il
metodo porta alla scrittura di codice molto, ma molto
ottimizzato....
Una volta ottenuto il codice occorre digitarlo tutto con il
tastierino esadecimale, ovviamente guai a sbagliare, non c'erano
correttori automatici.....
Il monitor/debugger integrato aiuta poi nell'analisi del codice,
consentendo di eseguire il codice passo/passo, inserire breakpoint
ed analizzare/modificare il contenuto dei registri e della memoria.
I programmi possono essere salvati su cassetta
audio, o memorizzati su EPROM tramite un programmatore opzionale.
Altri dispositivi opzionali erano una piccola stampante termica, una
scheda di sintesi sonora, una scheda audio, e una scheda di I/O per
esperimenti elettronici. Ua pubblicità su un giornale tedesco parla
persino di una interfaccia video.
La macchina poteva essere dotata di un
interprete BASIC opzionale (BASIC-MPF), una EPROM che si installava
nell'apposito zocolo di espansione.
Sto disperatamente cercando questa EPROM, se
qualcuno avesse un microprofessor con il BASIC mi contatti!
Veramete notevole la documentazione a corredo
che include gli schemi e il sorgente del monitor/degugger. L'utente
è in grado di conoscere il funzionamento della macchina in ogni suo
aspetto, anzi è indispensabile conoscere bene l'hardware per essere
in grado di scrivere software. Con i computer attuali l'utente non
sa più cosa c'è dentro la scatola, ignora completamente come
funziona, e questo è un vero peccato.
Il microprofessor è prodotto ancora oggi! La Flite
electronics, acquisiti i diritti dalla Acer, continua a
proporlo come macchina didattica, segno che ancora oggi è un
prodotto valido.
All'originale MPF-1 seguirono poi diverse
versioni aggiornate:
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MPF-1B conteneva un monitor in ROM avanzato.
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MPF-1P, ovvero la versione Plus, era dotato di tastiera
alfanumerica, display elettroluminescente blu a 20 caratteri (a
14 segmenti) e
CPU Z80A.
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MPF-1/88 era una evoluzione con CPU 8088,
in case plastico con display LCD (opzionalmente poteva essere
dotato della ROM per il linguaggio FORTH).
Il mio esemplare ha il monitor in una eprom
2716 (2kb), lo potere scaricare qui
Foto
Links
http://www.fam-woudenberg.demon.nl/
un emulatore di MPF-1
http://www.mpf-1.fr.st/
sito francese dedicato al microprofessor
http://www.digidome.nl/multitech_hall.htm
molte informazioni e foto
http://members.lycos.co.uk/leeedavison/z80/index.html
schemi dell'MPF-I e MPF-IP, progetti sw e hw, un bell'esempio di
cosa si può fare con un microprofessor
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